Solitudine adolescenziale: perché l’appartenenza è importante per il benessere degli adolescenti

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L’adolescenza è un periodo di rapidi cambiamenti sociali e, per molti adolescenti, è caratterizzato da amicizie mutevoli, transizioni scolastiche e un senso di sé in evoluzione. In mezzo a questi cambiamenti, la solitudine è una preoccupazione crescente, non solo come emozione dolorosa ma anche come fattore di rischio per problemi di salute mentale e burnout accademico. Una nuova ricerca finlandese sottolinea il ruolo fondamentale dell’appartenenza sociale nel mitigare questi rischi.

Il panorama mutevole della connessione sociale

Per decenni, gli studi hanno mostrato un declino del capitale sociale e del coinvolgimento della comunità, anche nelle nazioni sviluppate come gli Stati Uniti. Questa tendenza, documentata da ricercatori come Robert Putnam, indica una più ampia erosione delle reti sociali che un tempo fornivano supporto e connessione. In un mondo in cui gli individui sono sempre più isolati, gli adolescenti potrebbero non avere gli stessi forti legami comunitari di cui godevano le generazioni precedenti.

Come si sviluppa la solitudine nell’adolescenza

Uno studio longitudinale condotto su 2.765 adolescenti finlandesi di età compresa tra 12 e 19 anni rivela che la solitudine non segue un unico percorso. I ricercatori hanno identificato sei distinte traiettorie di solitudine : alcuni adolescenti sperimentano un livello di solitudine costantemente basso, mentre altri affrontano livelli elevati cronici o fluttuanti. Una minoranza significativa – circa un terzo degli intervistati – affronta un forte senso di solitudine ad un certo punto durante l’adolescenza.

Risultati principali:

  • Gli adolescenti più vulnerabili sono quelli la cui solitudine aumenta nel tempo, in particolare nel passaggio dalla scuola secondaria inferiore a quella superiore.
  • Sorprendentemente, gli adolescenti cronicamente soli tendono ad avere buoni risultati accademici, forse perché incanalano la loro energia negli studi piuttosto che nella vita sociale.
  • La solitudine è collegata alla depressione e al burnout ma non sembra essere direttamente correlata all’uso di sostanze.

Il potere dell’appartenenza

La scoperta più significativa dello studio è l’effetto protettivo dell’appartenenza sociale. Gli adolescenti che riferiscono un forte senso di connessione con più gruppi – amici, scuola, hobby e anche comunità più ampie – hanno meno probabilità di sperimentare la solitudine cronica. Appartenere a gruppi diversi è fondamentale : fare affidamento esclusivamente su una fonte di supporto sociale (come un singolo gruppo di amici) può rendere gli adolescenti vulnerabili se tale connessione si indebolisce.

In particolare, livelli più elevati di appartenenza in diverse aree erano collegati a livelli più bassi di solitudine. Ciò suggerisce che incoraggiare gli adolescenti a impegnarsi in una varietà di attività, dallo sport, ai club, al lavoro di volontariato, può creare un cuscinetto contro l’isolamento.

Cosa possono fare le famiglie e gli educatori

Le implicazioni per i caregiver sono chiare: sostenere attivamente il coinvolgimento degli adolescenti in più circoli sociali. Incoraggia la partecipazione ad attività che favoriscono la connessione, che si tratti di gruppi di studio, squadre sportive o organizzazioni comunitarie.

Tuttavia, l’appartenenza deve essere inclusiva. Gli adolescenti dovrebbero sentirsi accettati per quello che sono, indipendentemente dal sesso, dalla religione o da altre identità.

Il quadro più ampio

La solitudine negli adolescenti non è solo un problema individuale; riflette una tendenza sociale più ampia. Man mano che le comunità si indeboliscono e i legami sociali si logorano, gli adolescenti possono avere difficoltà a trovare le connessioni di cui hanno bisogno per prosperare. Investire in reti sociali forti e inclusive è vitale per salvaguardare il benessere delle generazioni future.

In definitiva, questi risultati rafforzano un messaggio semplice ma potente: gli esseri umani sono creature sociali e l’appartenenza non è solo un piacere da avere, è un bisogno fondamentale.